Personale ATA ex EE.LL.: richiesta attuazione sentenza corte europea

PERSONALE ATA TRANSITATO DAGLI EE.LL. ALLO STATO – RICHIESTA ATTUAZIONE SENTENZA CORTE EUROPEA DIRITTI UMANI DEL 7/6/2011 – RISCONTRO PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Come è noto, con il notiziario sindacale n. 107 del 27/7 u.s., abbiamo diffuso la nota del Segretario Generale, inoltrata agli organi competenti al fine di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla soluzione per il personale ATA transitato dagli EE.LL. allo Stato, giusta sentenza della Corte europea dei diritti umani del 7/6/2011.

A riguardo si rende noto che con lettera prot. n. 2011/0003677 dell’11/7, riportata in area riservata ed internet, è stato comunicato al Segretario Generale che il Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, ha disposto la trasmissione di copia della stessa alla commissione parlamentare competente, affinché i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che ritengono opportune.

Diffonderemo con tempestività ogni evoluzione della situazione.

Riportiamo di seguito la nota prima citata:

*    PERSONALE ATA TRANSITATO DEGLI EE.LL. ALLO STATO – RICHIESTA ATTUAZIONE SENTENZA CORTE EUROPEA DIRITTI UMANI DEL 7/6/2011

Il Segretario Generale, al fine di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla soluzione per il personale ATA transitato dagli EE.LL. allo Stato, giusta sentenza della Corte Europea dei diritti umani del 7/6 u.s., ha inoltrato agli organi competenti la nota che di seguito riportiamo.

Roma, 27 giugno 2011

Prot. 232/MPN/DON/giu23

Al Ministro dell’Istruzione Università e della Ricerca

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera dei Deputati

Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato

LORO SEDI

Oggetto: Attuazione della Sentenza della Corte Europea dei diritti umani del 7/6/2011.

Come è noto, la Corte Europea si è pronunciata in senso favorevole, accogliendo il ricorso proposto da alcuni lavoratori appartenenti al personale ATA della scuola, transitati dagli Enti Locali allo Stato a norma della Legge n. 124/99, che avevano lamentato la violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

In buona sostanza, è stato accertato dalla Corte che lo Stato italiano – con la c.d. legge di interpretazione autentica (Legge Finanziaria del 2006) che ha interpretato l’art. 8 della Legge n. 124/1999 nel senso di non riconoscere l’intera anzianità pregressa maturata presso l’ente di provenienza – ha violato i diritti dei lavoratori Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari.

I giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso di centoventotto dipendenti Ata, affermando che le autorità italiane non potevano emanare una legge retroattiva in corso di causa in contrasto con l’articolo 6 della Convenzione Europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo.

Secondo la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la manovra del governo era stata varata per salvaguardare le casse dello Stato, minacciate dai numerosi ricorsi vinti da parte del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola.

La sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, nel frattempo la Corte di Strasburgo ha invitato le parti a trovare un accordo, piuttosto che stabilire un risarcimento per i ricorrenti.

Con la presente si richiede di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla giusta soluzione per gli interessati.

In attesa di un cortese e celere riscontro si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Il Segretario Generale (Marco Paolo Nigi)